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La Storia della Parrocchia di Pagliare

La nascita della Parrocchia di Pagliare ed i suoi parroci fino ad oggi.

Il 23 settembre del 1793 veniva trasmessa al parroco di Santa Felicita in Colli del Tronto copia della lettera apostolica del Papa Pio VI nella quale si diceva "... La sede apostolica decide di separare dalla Chiesa di Colli la popolazione del territorio delle Pagliare che fino ad ora è stata ad essa soggetta creando la nuova parrocchia di Sant'Antonio Abate delle Pagliare".
Anche se i Sacramenti venivano amministrati nella chiesa parrocchiale di Santa Felicita che allora aveva sede presso il cimitero di Colli, la popolazione di Pagliare soddisfaceva la sua religiosità nella cappella gentilizia della famiglia Straccia, dedicata a Sant'Andrea ed era situata nell'attuale piazzetta omonima. Essa era officiata dall'economo parroco Don Luigi Cosenza che esercitò il suo ministero fino alla nomina del primo parroco e precisamente dal 1800 al 1814. Nel passato alla parrocchia di Santa Felicita era parroco un religioso domenicano ed espletava il servizio con i confratelli ospitati nel piccolo convento adiacente alla chiesa parrocchiale. 
I Domenicani esercitarono il potere di Juspatronato nella nomina dei parroci fino al 1813, anno in cui furono aperte al culto le due nuove Chiese delle Pagliare e di Colli. Lo stemma in travertino sopra la vecchia porta di ingresso alla casa del parroco di Pagliare è a conferma di tale diritto. 
Il parroco di Colli Don Giacomo Amadio, autorizzato dal Vescovo di Ascoli, Cardinale Archetti, così lascia scritto: "Addì 8 maggio 1797 fu posta la prima lapide della nuova Chiesa delle Pagliare da stabilirsi detta Chiesa parrocchiale ed in detto giorno si incominciò detta fabbrica". La nuova parrocchia contava allora 505 abitanti. 
Il sacerdote che seguì i lavori e si interessò a reperire i mezzi economici, fu Don Marco Guerrieri, imparentato con la nobile famiglia Montori e buon amico dell'ascolano Mons. Marcucci, Vescovo di Montalto Marche. 
Il progetto della Chiesa fu affidato all'architetto Piero Maggi di Milano, lo stesso che nel 1788 aveva progettato la chiesa Colleggiata di Offida. Curò la direzione dei lavori l'architetto Agostino Cappelli. La chiesa progettata dal Maggi era ad una navata come la stessa di Colli. Il grande entusiasmo della popolazione, si tradusse, come nelle cronache del tempo..."in attività operative di manovali e muratori, di carrettieri trasportatori di pietre, mattoni, rena e calce, anche le donne disponibili a trasportare acqua"... 
I tempi, economicamente ed anche politicamente difficili, smorzarono l'entusiasmo e la costruzione della nuova chiesa rimase per qualche tempo ferma. Il Guerrieri non trascurò alcun mezzo: prima chiede al Vescovo di concedere un'indulgenza ed anche liberare dal riposo festivo tutti coloro che si adoperano per la nuova chiesa. Così il Vescovo Archetti risponde "Atteso l'esposto concediamo 50 giorni di indulgenza a tutti quelli che presteranno la loro opera a servizio della nuova chiesa delle Pagliare in carreggiare rena, materiali ed altro necessario per la fabbrica". 
Un aiuto economico veniva dalle offerte che a vario titolo erano raccolte dai Sindaci delle confraternite del SS. Sacramento e del S. Rosario. 
Nel "libro vecchio" dei rendiconti dei conti presso la parrocchia di Santa Felicita sono segnate le cifre assegnate a Pagliare ed a Colli: "dal 5 maggio 1801 al 5 agosto 1801 nelle mani di Don Marco Guerrieri per la chiesa delle Pagliare vengono versati scudi 96.07. Successivamente con la compiacenza di Mons. Francesco Antonio Marcucci, arriva un decisivo intervento che permette di terminare la chiesa, infatti "... la clemenza di Papa Pio VI ... concede un predio smembrato dell'abbazia di Sant'Antonio in Parignano, beni di parrocchia soppressa". Dalle vendite di parte di questo beneficio furono recuperate le somme per terminare la chiesa. 
Mons. Marcucci era stato vice-gerente del Papa Pio VI e lo aveva accompagnato nel febbraio del 1782 a Vienna e quindi rimane impensabile che non avesse rappresentato al Papa le esigenze della parrocchia della diocesi ascolana.
La chiesa delle Pagliare dopo vent'anni venne consacrata dal vicario Don Battista Lenti ed aperta al culto il 3 maggio 1813.
Il primo parroco chiaramente annunciato negli atti parrocchiali fu Don Pietro Chiarelli di Arquata il quale apre il libro dei Battesimi della parrocchia di Sant'Antonio Abate: "Hic incipiunt Baptismala collata tempore ...".
Dai registri parrocchiali di Colli viene evidenziato un disaccordo del Chiarelli per la divisione degli arredi sacri della parrocchia di provenienza di Santa Felicita. E' certo che il Chiarelli dette le dimissioni dopo un solo anno di permanenza in parrocchia. Egli avrebbe preso possesso della parrocchia il 27 ottobre 1816.

Nel 1817 gli successe Don Emidio Amadio che dopo una lunga permanenza morì in parrocchia il 3 luglio 1855.
Il 10 gennaio del 1856 prese possesso della parrocchia Don Giovanni Acciaccaferri, fu il parroco che rimase più a lungo a Pagliare. Si legge nella cronistoria che costui fu un sacerdote di antico stampo, rozzo ma buono. Fece decorare la chiesa parrocchiale dal pittore Ferdinando Cicconi, artista di buona fama di Colli. Di quella decorazione rimane sulla volta della navata centrale la figura di Dio creatore.
Ad Acciaccaferri vecchio fece da coadiutore Don Giuseppe Marchei, sacerdote extra diocesano, nativo di Castignano, il quale gli successe come parroco il 14 settembre 1908. Si legge che la vita e la morte di questo parroco non furono edificanti.
Al Marchei successe Don Paolo Rossi, nominato con bolla vescovile il 15 maggio 1925.
Questo fu il parroco che rinnovò il volto di Pagliare.
Per la crescente esigenza ampliò la chiesa a tre navate, istituì un asilo parrocchiale, il primo nella valle del Tronto, un laboratorio per lavori femminili, organizzò una casa di riposo per anziani, costruì un cimitero parrocchiale superando numerose difficoltà burocratiche ed amministrative, ampliò la casa parrocchiale, costruì una sala cinematografica, si interessò ad organizzare nel 1936 un mercatino domenicale che oggi è stato trasferito al sabato, si interessò perché fosse costruito il ponte sul Tronto per agevolare le vicine popolazioni abruzzesi che per venire a Pagliare dovevano attraversare il fiume a guado.
Egli morì in parrocchia il 2 maggio 1950.
A Don Paolo Rossi successe Don Riccardo Marucci che prese possesso il 24 ottobre 1950.
Costui fece coprire la decorazione del Cicconi con quella attuale.
Al Marucci successe Don Vincenzo Giachini che entrò in parrocchia il 10 settembre 1961.
A lui è dovuta la costruzione della nuova chiesa di San Paolo e del relativo complesso parrocchiale, con la posa della prima pietra il 9 giugno 1973. Fu uomo di grande fede e profonda cultura. Volle dedicare la nuova chiesa di San Paolo, consacrata da Mons. Marcello Morganti il 27 maggio 1979, a ricordo di Don Paolo Rossi sempre in buona memoria per Pagliare.
Affidò il progetto della nuova chiesa all'ing. Adolfo Cocchieri.
La chiesa di San Paolo fu eletta a parrocchia con decreto del 20 maggio 1986 dal Vescovo diocesano Mons. Marcello Morgante, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 142 del 21 giugno 1986.
Don Vincenzo Giachini, dopo un lungo servizio, lascia la parrocchia il 31 giugno 1998. Egli comunque rimane al servizio della comuntà, come umile collaboratore del suo successore, dando l'esempio di un attaccamento particolare ai suoi fedeli, anche nella debilitante incurabile malattia fino alla fine. Egli muore in parrocchia il 19 dicembre 2002. Ai suoi funerali, officiati dal Vescovo Diocesano, intervennero numerosissimi sacerdoti della diocesi e anche fuori diocesi. Tutto il paese, manifesta la sua devozione con una presenza commossa per la perdita di una guida lunga e sicura.
A Don Vincenzo Giachini succede il parroco attuale Don Basilio Marchei che entra in parrocchia il 9 luglio 1998 e sull'esempio di due grandi sacerdoti predecessori continua a favorire la crescita morale e sociale della comunità parrocchiale che oggi conta 4551 anime, " ad meliora semper per multos annos".

 

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